1- Quelle due bugnette..Tutto inizia da qui

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Stop. Rewind veloce e via…
Sono gli ultimi giorni di febbraio e il freddo si fa sentire anche in riva al mare nella mia Pietra Ligure. Sì, perché questo venerdì pomeriggio sono già qui. Questa mattina ho fatto un colloquio a Genova e così sono tornato con un giorno d’anticipo da Milano, dove lavoro ormai da due anni. É stato proprio mentre mi facevo la barba per arrivare ordinato all’appuntamento che ho notato per la prima volta una piccola bugnetta vicino alla mandibola, poco sotto l’orecchio destro. Lì per lì non ci ho fatto nemmeno troppo caso, ma avendo il pomeriggio libero dopo il colloquio ho approfittato per farmi dare un’occhiata prima da mio zio Roberto, il dottore di famiglia, e poi sotto suo consiglio dal mio medico curante, che per mia fortuna proprio quel pomeriggio era in studio per il ricevimento dei pazienti. Entrambi guardano con sospetto quella piccola pallina e mi consigliano una terapia antibiotica per 10 giorni, mi avrebbero rivisto se la pallina non fosse sparita.

Così faccio. Per una settimana e mezza, mattina e sera la pastiglia di Augmentin mi fa compagnia. La pallina se ne va? Niente da fare…Io però “non posso” fermarmi, ho delle consegne di lavoro su a Milano e non mi posso permettere di “perdere tempo”. “Passerà da solo, non è nulla…” penso.

Scivola via Marzo e nel frattempo saluto il mio posto al Sole 24 Ore per tornare nella mia adorata Liguria, il colloquio è andato bene e ho l’opportunità di lavorare in un’altra azienda importante come Costa Crociere. Certo lascio un contratto a tempo determinato (che a settembre sarebbe diventato indeterminato) con tredicesima, ferie e malattia coperte per un Co.Co.Pro. senza nessuna garanzia, ma penso che ne possa valere la pena. Guadagno un po’ di più di quello che era il mio stipendio precedente, ho voluto mettermi in gioco perché mi manca il mare ma soprattutto perché mi affascina il progetto che mi viene proposto. Intanto scorre Aprile e la pallina è ancora lì al “suo” posto, ormai mi fa quasi compagnia…

Arriva Maggio.. Domani è il 13 e Roberta e Franco uniranno le loro vite nella splendida e romantica cornice di Camogli. La sera prima mi preparo tutto: vestito, camicia, cravatta e scarpe sono già lì pronte al loro posto… ma sì, quasi quasi mi faccio anche la barba stasera così non ci penso più. Alla pallina ormai non faccio più caso… Come spesso faccio, mentre controllo allo specchio se ho fatto bene la barba, con l’indice gioco con l’incavo del collo sotto il mento… ma l’incavo non c’è! Al suo posto c’è una bella bugnona che lo occupa tutto in lungo e in largo. Cosa sarà? In quel momento mi spavento forse per la prima volta. Arrivo sulla soglia della camera da letto dei miei, mia mamma è lì, ancora sveglia immersa nel suo libro. Mi avvicino, le faccio sentire la bugna e da sole mi escono quelle parole che mettono un’ansia tremenda: ”Mamma, ma non è che può essere un tumore?”. Lei prova a rassicurarmi, protettiva come sempre mi dice “Non preoccuparti, vedrai che non è nulla, domani vai a festeggiare con i tuoi amici e non pensarci. Lunedì comunque facciamo un passo dal dottore.”. Nonostante le sue parole nei suoi occhi si legge la paura, la sua paura è la mia e anche se cerca di non farmelo vedere lo capisco.

Oggi è una bellissima giornata di sole, Franco e la Roby sono meravigliosi e passiamo una fantastica giornata con i tanti amici dell’Università e della Casa dello Studente che ci accomunano. Parlo a Claudio di quello che ho notato la sera prima e lui reagisce in modo “sobrio e tranquillizzante”: per tutto il giorno cerca di convincermi ad andare al Pronto Soccorso, manca poco che mi dia una manganellata in testa e mi carichi a braccia in macchina. Conoscendo il personaggio non mi sarei stupito se fosse successo davvero…
Oggi però è il momento di festeggiare. Al resto penseremo domani… Facciamo un passo alla volta…
… Continua…

Maurizio Romeo
Maurizio Romeo
Blogger, dalla terapia nel 2006 perché colpito da Linfoma non Hodgkin alla Maratona di Roma 2016. #Unpassoallavolta verso la speranza

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