Marco Pittari

Marco Pittari

#unpassoallavolta Fast Runner

Non c’è un motivo particolare per cui corro. Principalmente corro per fare un’attività che bene o male mi tenga in forma.

Vengo da uno sport come la pallanuoto, per il quale mi sono allenato minimo 5 volte a settimana dai 10 ai 18 anni. Quando ti alleni così tanto e per così tanto tempo, alla fine fare sport diventa più che una necessità, uno stato dell’esistenza, una condizione abituale nella quale ritrovarsi in maniera naturale.

Alla fine correre per me funziona un po’ così, è un modo semplice per non venir meno ad un modo d’essere consueto e in qualche modo confortante, infilarsi al volo la maglietta, i pantaloncini, le scarpe e… partire, verso la familiare abitudine di un sano faticare, naturale, come svegliarsi la mattina.

Oltre a questo, la mia passione per la corsa è condita dalla frivolezza di piccole cose che però contano, come la soddisfazione della stanchezza a fine allenamento, lo stimolo della statistica, dei tempi che via via si abbassano e dei chilometri che al contrario aumentano, la sfida del miglioramento, contro se stessi, e la competizione contro gli altri, che fa ringhiare dentro l’agonismo anche nella più amatoriale delle competizioni.

E poi… in fondo a tutto, in fondo alla pancia, corro un po’ anche per quel pensiero veloce e malinconico, che ogni tanto, con l’asfalto che scorre sotto ai piedi, dedico ad un amico che oggi non c’è più, con il quale, ormai molti anni fa, mi sono trovato spesso a condividere sgambate condite di chiacchiere, scambi di opinioni, idee, e tante recensioni improvvisate dei libri letti, poi consigliati, e poi letti ancora.

Ora poi ho un motivo in più: allacciare le scarpe e correre col sorriso, #unpassoallavolta, portando un messaggio solidale verso sfide sempre più belle.

Personal Best

1:30:10

La Mezza di Genova

Genova, 19/04/2015

 43:05 

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