Ciao, mi chiamo Giulia ed il 16 agosto 2005 ho scoperto di essere una ragazza fortunata!<\/span><\/p>\n Sono fortunata e non perch\u00e9 la vita mi ha regalato un sogno come a Jovanotti, ma perch\u00e9 mi ha regalato una seconda occasione, mi ha messo davanti ad un muro ma mi ha dato anche gli strumenti per scalarlo… ed io l\u2019ho scalato!<\/span><\/p>\n Ho compiuto da poco 18 anni e mentre il calendario segna la data del 24 gennaio 2005, io mi trovo all’Ospedale Santa Chiara di Pisa quando i medici mi dicono che nel mio corpo c\u2019\u00e8 un altro inquilino: si chiama LMA, leucemia mieloide acuta. <\/span><\/p>\n Non nego che qualche piantino (forse anche pi\u00f9 di \u201cqualche\u201d…) me lo sono fatto\u2026 ma poi mi sono subito detta: \u201c<\/span>Caro inquilino che sei entrato senza nemmeno chiederlo, per me puoi tornartene da dove sei venuto!!!<\/span><\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n E cos\u00ec, grazie anche all’incoscienza e alla presunzione di essere invincibili che si hanno a quell’et\u00e0, ho guardato avanti e ho deciso che non mi sarei lasciata fermare da quel\u00a0nuovo inquilino<\/em>.<\/em><\/span><\/p>\n I fantastici eroi dal camice bianco mi misero davanti tutto ci\u00f2 che mi avrebbe atteso da l\u00ec a poco: avrei dovuto affrontare 6 mesi di cure ma, se tutto fosse andato come avrebbe dovuto, alla fine avrei potuto essere davvero \u201clibera\u201d… E cos\u00ec \u00e8 stato!<\/span><\/p>\n In quel periodo mi proposero anche di prendermi un anno sabbatico a scuola per non affaticarmi troppo e riprendere la quinta liceo l\u2019anno successivo, ma la mia risposta fu chiara e decisa: \u201c<\/span>No! Io il prossimo anno andr\u00f2 all’universit\u00e0, di un anno sabbatico non se ne parla nemmeno!<\/span><\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n E cos\u00ec inizi\u00f2 l\u2019avventura: 6 lunghi mesi di cure in ospedale intervallati da brevi soggiorni a casa in cui per la prima volta mi \u00e8 capitato di pensare \u201c<\/span>che bello domani posso andare a scuola<\/span><\/i>\u201d! <\/span><\/p>\n L’estate porta con se due cose meravigliose: prima un diploma preso con il massimo dei voti e poi finalmente il 16 agosto 2005 l\u2019ultima dimissione.<\/span><\/p>\n Da quel giorno sono passati pi\u00f9 di 13 anni in cui non ho mai smesso di sognare e di inseguire i miei obiettivi. L\u2019universit\u00e0 poi l\u2019ho fatta per davvero e sono diventata architetto ed ora faccio un lavoro che adoro. Il destino poi mi ha permesso di conoscere Edoardo che da qualche mese \u00e8 diventato mio marito, ma non \u00e8 solo questo: lui \u00e8 l’Amico, il Compagno che ho scelto per il mio viaggio nella Vita.<\/span><\/p>\n Sono sempre stata una sportiva e nel 2015 ho scoperto l\u2019amore per la corsa e cos\u00ec, quasi per caso, son passata da correre a stento 5 km, a correrne prima 10\u2026poi 20\u2026. fino ad arrivare alla maratona! Nel 2016 infatti ho deciso di cimentarmi in quella che \u00e8 stata nella mia prima vera grande sfida della corsa: la maratona di Firenze. <\/span><\/p>\n Concluderla \u00e8 stata per me una gioia immensa: superare me stessa e i limiti che pensavo di avere \u00e8 stato impagabile.<\/span><\/p>\n S\u00ec, Caparezza ha ragione nella sua canzone: dobbiamo fare quello che ci fa stare bene!<\/span><\/p>\n Lo scorso anno ho avuto un problema al ginocchio e mi sono dovuta fermare qualche mese, ma mi chiamano \u201ctesta dura\u201d non per caso e cos\u00ec a forza di riposo e fisioterapia son tornata di nuovo in carreggiata. Mi sono detta che avrei ridotto i km, che mi sarei limitata alle mezze maratone, ma poi si \u00e8 presentata l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare ad un progetto di Charity e di correre la mitica maratona di New York e io non potevo di certo lasciarmela scappare!<\/span><\/p>\n New York\u2026New York\u2026 che festa stupenda \u00e8 stata la maratona: una festa lunga 42.195 km o 26.2 miglia, se vogliamo dirlo all’americana!<\/span><\/p>\n Appena tornata da New York sento per caso parlare alla radio di #unpassoallavolta e della storia di Maurizio. Faccio qualche ricerca su internet e decido che devo assolutamente sostenere questo ragazzo e il suo progetto. Gli racconto la mia storia, cos\u00ec simile alla sua, gli racconto che eravamo entrambi a New York e che sono felice che si possano raccontare storie di speranza. Lui mi chiede se ho voglia di raccontare anche la mia agli altri e io accetto subito con gioia, perch\u00e9 \u00e8 bello poter portare il messaggio e far sapere a tutti che non solo da certe malattie si pu\u00f2 guarire, ma si pu\u00f2 tornare a vivere pi\u00f9 \u201cvivi\u201d e forti di prima!<\/span><\/p>\n Tra pochi giorni mi aspetta una nuova avventura: un trail di 30 km con 2000 m di dislivello…e non vedo l\u2019ora di essere l\u00ec a correrlo!!<\/span><\/p>\n Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che a me le sfide piacciono, mi fanno sentire viva e mi ricordano che ogni traguardo si pu\u00f2 raggiungere, un passo alla volta!<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Mi chiamo Giulia e ho scoperto di essere una ragazza fortunata Ciao, mi chiamo Giulia ed il 16 agosto 2005 ho scoperto di essere una ragazza fortunata! 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\nDa allora sono sempre andata in cerca di nuove sfide per mettermi alla prova, per provare quel brivido del \u201c<\/span>ce l\u2019ho fatta!<\/span><\/i>\u201d che mi fa sentire ancora pi\u00f9 viva. \u00a0Perch\u00e9 la corsa ha questo potere su di me, soprattutto i trail (le corse in montagna): quando sono in cima ad un monte con scenari mozzafiato davanti, con il fiatone per la salita appena fatta, penso sempre \u201c<\/span>Guarda intorno a te e goditi questo spettacolo, \u00e8 vita e te la meriti<\/span><\/i>\u201d!<\/span><\/p>\n
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