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{"id":232,"date":"2015-12-14T00:20:18","date_gmt":"2015-12-13T23:20:18","guid":{"rendered":"http:\/\/unpassoallavolta2016.altervista.org\/?p=232"},"modified":"2017-07-07T14:02:01","modified_gmt":"2017-07-07T13:02:01","slug":"4-il-pensiero-positivo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unpassoallavolta.eu\/4-il-pensiero-positivo-2\/","title":{"rendered":"4- Il pensiero positivo"},"content":{"rendered":"
< Il passo precedente: 3- I primi esami…non finiscono mai<\/a><\/h6>\n
\n

\u201cL’arte del saper vivere
\nconsiste nell’avere gli occhi
\ndi chi ne ha passate tante
\ne il sorriso di chi le ha superate tutte.\u201d<\/em><\/p>\n

Anonimo<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n

La sveglia suona prestissimo, alle 7 devo gi\u00e0 essere in ospedale perch\u00e9 oggi si entra in sala operatoria. Si far\u00e0 tutto in Day Surgery<\/em> e questo per fortuna mi ha evitato il ricovero gi\u00e0 da ieri sera. Stanotte almeno ho dormito nel mio letto anche se probabilmente almeno per la prossima credo mi toccher\u00e0 fermarmi in ospedale. Non so ancora bene cosa mi aspetti ma sono fiducioso che tutto andr\u00e0 bene. Per fortuna sono il primo della lista, una buona notizia perch\u00e9 almeno non dovr\u00f2 aspettare e la testa sar\u00e0 subito pi\u00f9 occupata senza perdersi in assurdi giochi mentali. Entro nella stanza preoperatoria e mi preparo, rimango solo con il camice e i miei pensieri, sdraiato sul lettino in attesa che mi vengano a prendere. In quel momento cerco solo di stare tranquillo e cos\u00ec penso alle persone che amo di pi\u00f9: i miei due splendidi genitori e la mia sorellina che stamattina mi hanno accompagnato in ospedale e cercano di non farmi vedere n\u00e9 sentire le loro preoccupazioni. Mi si stringe il cuore pensando a ci\u00f2 che stanno passando: quando sai che c\u2019\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 mettere a repentagli la vita di tuo figlio e ti senti impotente perch\u00e9 non puoi fare nulla \u00e8 per certi versi ancora pi\u00f9 difficile. In quel momento penso che non dovr\u00f2 farmi mai vedere gi\u00f9 da loro, non posso far sentire anche questo peso sulle loro spalle. Affronter\u00f2 tutto con il sorriso anche per loro, per rendere pi\u00f9 lieve questa mia, anzi questa NOSTRA battaglia. Cos\u00ec potremmo vincerla insieme! All\u2019altra opportunit\u00e0 non ci penso nemmeno per ora. Ottimismo \u00e8 la parola d\u2019ordine.<\/p>\n

Nel mentre che le mie labbra abbozzano un leggero sorriso arriva l\u2019anestesista e oltre a riportarmi alla realt\u00e0 mi porta in sala operatoria. Ho scelto di fare l\u2019operazione in anestesia locale e ci sono due semplici ragioni: la prima \u00e8 che il decorso post operatorio dovrebbe essere pi\u00f9 veloce, la seconda, non meno importante, \u00e8 che anche l\u2019operazione voglio \u201cviverla\u201d in prima persona. Cos\u00ec accade, anche se c\u2019\u00e8 un telo che proprio sotto il mento mi copre la visuale, ma la vita non \u00e8 fatta di sola vista e cos\u00ec raccolgo gli odori e i rumori che mi accompagnano nell\u2019oretta che vivo insieme ai miei tre angeli custodi:i due chirurghi e l\u2019anestesista. Chiacchieriamo anche del pi\u00f9 e del meno, mentre in sottofondo c’\u00e8 anche la radio a tenerci compagnia. La prima canzone che passa \u00e8 “Relax, Take it Easy” di Mika. Dapprima la ascolto distrattamente, poi faccio caso alle parole:<\/p>\n

Relax, There is an answer to the darkest times<\/strong>\u00a0\u2013 Rilassati, c\u2019\u00e8 una risposta anche ai tempi pi\u00f9 bui<\/em><\/p>\n

It\u2019s clear we don\u2019t understand but the last thing on my mind<\/strong> \u2013 E\u2019 chiaro che non capiamo ma l\u2019ultima cosa che mi passa per la testa<\/em><\/p>\n

Is to leave you<\/strong> \u2013 \u00e8 lasciarti<\/em><\/p>\n

I believe that we\u2019re in this together <\/strong>\u2013 credo che ci siamo dentro assieme<\/em><\/p>\n

Don\u2019t scream, there are so many roads left <\/strong>\u2013 non urlare, ci sono cos\u00ec tante strade da percorrere<\/em><\/p>\n

Non sar\u00e0 un caso. Lo prendo come un messaggio e un segno che non sono solo… e sorrido alzando gli occhi al cielo.<\/p>\n

Tra una canzone e l’altra arriva poi anche il momento del giornale radio e non si pu\u00f2 non parlare della partita di ieri. L’uomo del momento \u00e8 Francesco Totti, che con freddezza ha segnato il rigore decisivo al 93′ e ha portato l’Italia ai quarti di finale. “Il cucchiaio? Avevo pensato di farlo. Poi ci ho ripensato ed ho battuto come avete visto..” <\/em>cos\u00ec il Pupone ai microfoni della radio. Confesso che il timore lo avevo anche io ieri sera, ma sono contento che nel dubbio abbia tirato forte nell’angolino. Segnando.<\/p>\n

Ecco, ora sono in una sala operatoria, sdraiato su un freddo lettino, con tre persone che stanno portando via un pezzo di me<\/em> per capire se c’\u00e8 qualcosa che non va e io mi preoccupo per il rigore di Totti. Non sono molto a posto…<\/p>\n

Intanto li sento armeggiare sotto quel telo, sento il rumore dei ferri fino a quando il chirurgo mi avvisa che l’intervento \u00e8 terminato e tura gi\u00f9 il telo. Prima di rimandarmi in stanza, mi dice che tutto \u00e8 andato tranquillamente, ma per sapere qualcosa bisogner\u00e0 attendere il referto istologico. Mi dice che manderanno una parte del linfonodo che mi hanno asportato anche all’ospedale di Genova, per avere una doppia certezza sulla correttezza del referto. Per ultimo mi fa vedere un “palloncino” collegato a un tubicino che esce direttamente dal mio collo: \u00e8 il drenaggio che dovr\u00e0 rimanere l\u00ec per qualche giorno, poi dovr\u00f2 tornare in ospedale per farmelo levare e togliere i punti.<\/p>\n

Rientro in stanza e riaccendo il telefono. Arrivano davvero tanti messaggi per chiedermi se tutto \u00e8 andato bene e per farmi gli auguri di una pronta guarigione.\u00a0 Fra tutti per\u00f2 ce n’\u00e8 uno che mi colpisce pi\u00f9 degli altri ed \u00e8 quello di Elena. Siamo amici da pi\u00f9 di 10 anni e sono stato anche il suo testimone di nozze, ma negli ultimi mesi qualcosa \u00e8 andato storto e ci siamo un po’ allontanati. Non ricordo nemmeno perch\u00e9,\u00a0 ma forse il troppo orgoglio mi ha spinto,\u00a0 sbagliando,\u00a0 a non approfondire. Apro il messaggio e il contenuto mi toglie il sorriso perch\u00e9 la mia amica mi avvisa che Don <\/em>Franco non c’\u00e8 pi\u00f9… Don Franco \u00e8 il pap\u00e0 di un nostro comune amico, un cuore bianconero con cui ho diviso anni di posticipi e partite di Champions League al bar della stazione di Pietra Ligure. Un uomo dall’espressione malinconica, ma che allo stesso tempo aveva sempre la battuta pronta, quella che arrivava sempre al momento giusto per regalarti il sorriso. Amava il calcio e negli anni precedenti per me “non era sabato” se non ci si vedeva in piazza anche solo 5 minuti e si parlava un po ‘ della nostra amata Juve. Il problema era quando non ci si vedeva perch\u00e9, \u00e7a va sans dire, la Juve perdeva… Tradizioni di un recente passato che ora mi fanno venire le lacrime agli occhi… mi mancher\u00e0 Don Franco! Asciugo la lacrima che mi solca la guancia e rispondo a Elena, le racconto dove sono e il perch\u00e9… non passa nemmeno un’ora che lei apre la porta della mia stanza. Via le cose brutte, via l’orgoglio, \u00e8 il momento di scrollarsi di dosso i brutti pensieri e di ricementare un’amicizia, un altro sorriso che il buon Franco ha voluto regalarmi nel suo triste addio, mi ha ridonato quell\u2019Amica che per me \u00e8 una sorella. Non lo potr\u00f2 salutare perch\u00e9 il suo funerale \u00e8 domattina,\u00a0 ma appena mi sar\u00f2 ripreso andr\u00f2 a dargli il mio silenzioso saluto dove ora riposer\u00e0 in pace. \u00c8 una promessa e la manterr\u00f2 appena esco di qui.<\/p>\n

Tra una telefonata e l’altra sono tanti gli amici che vengono a trovarmi in ospedale. Quella sera poi, fra tutti, c’\u00e8 uno dei miei toccasana<\/em>: il buon Tiziano che insieme alla sua Cinzia riescono ad allietare questa mia serata \u201calternativa\u201d. Tiziano \u00e8 una delle persone pi\u00f9 positive che io conosca, sempre con il sorriso e la battuta pronta, ma con un carisma e un carattere da far invidia. Uno che vorresti avere sempre nella tua squadra perch\u00e9 sai che non solo saprebbe tirare su il morale alla truppa, ma che sarebbe anche capace di tirare fuori il meglio da ognuno. Quella sera rischia anche di farmi saltare i punti quando a un certo punto fissa il mio drenaggio e mi dice: “Ma senti un po, pi\u00f9 tardi viene a trovarti il Cardinale di Napoli?”. <\/em>Io ingenuo chiedo:“Perch\u00e9? “<\/em>. E lui con aria seria e sorniona mi risponde in tempo zero: “No sai, visto che hai l’ampliamento di San Gennaro attaccata al collo, pensavo che venisse a controllare se il sangue si scioglie per davvero…”<\/em> . Ne segue una risata che coinvolge tutti i miei compagni di stanza. Anche il signore davanti a me, che solo ora mi accorgo essere uguale al pap\u00e0 della serie cartoon de I Griffin…<\/p>\n

L\u2019indomani dopo le visite di rito mi dimettono, sto ancora qualche giorno a casa a riposo prima di ritornare a lavoro. Nel frattempo i Fab5 tornano all\u2019opera al Barone Rosso e accompagnano gli azzurri nel vittorioso 3-0 con l\u2019Ucraina. Siamo in semifinale contro la Germania e, considerato il numero di tedeschi in vacanza da queste parti, sar\u00e0 un match quasi cruciale anche per noi pietresi\u2026<\/p>\n

Il giorno prima della semifinale \u00e8 previsto che torni in ospedale per farmi togliere l\u2019ampolla<\/em> (come la chiama il mio amico Tiziano) e cos\u00ec faccio. I dottori controllano tutto, mi chiudono\u00a0 il piccolo buco da dove usciva il drenaggio con un punto \u201cautoassorbente\u201d e mi tranquillizzano dicendomi che il decorso procede bene.<\/p>\n

Quel punto per\u00f2 rischia di saltarmi la sera dopo: \u00e8 tutta colpa di Fabio Grosso e Alex Del Piero. Il primo mi fa esultare come un matto dopo quasi 120 minuti quando ormai si pensava che l\u2019accesso alla finale si sarebbe decisa ai rigori. Il secondo\u2026. Perch\u00e9 al suo gol salto in aria e, non mi vergogno a dirlo, mi commuovo e piango\u2026 s\u00ec, piango come se avesse segnato un fratello<\/em>. Forse \u00e8 anche uno sfogo emotivo per quello che sto tenendo dentro ormai da settimane, ma finisco per immedesimarmi con un ragazzo che ha solo un anno pi\u00f9 di me, che ne ha passate tante e sono contento per lui.. ripensarci ora: io che in quella situazione mi commuovo per un calciatore, per il Capitano della mia squadra che non sa nemmeno della mia esistenza fa fin sorridere, ma quelle lacrime erano sincere.<\/p>\n

Italia in finale comunque e\u2026 vuoi vedere che vinciamo la scommessa? La sera del 4 luglio 2006 ci dice che, comunque andr\u00e0 la finale del mondiale metter\u00f2 in tasca qualcosa perch\u00e9 un rigore di Zidane e le parate di Barthez portano i galletti francesi a sfidare gli azzurri per la Coppa pi\u00f9 prestigiosa. La Francia \u00e8 una sorpresa che per arrivare in l\u00e0 ha eliminato Spagna, Brasile e il fortissimo portogallo di Figo, Deco, Rui\u00a0 Costa e di un giovane Cristiano Ronaldo. Sar\u00e0 dura, ma comunque vada sar\u00e0 un successo\u2026 E anche se vincerei molto di pi\u00f9 se vincessero i cugini d\u2019Oltralpe, ovviamente mi auguro di festeggiare una vittoria mondiale\u2026 male che vada avr\u00f2 una piccola consolazione.<\/p>\n

Pochi giorni prima della finale mi telefonano dall\u2019ospedale, sono arrivati i referti della biopsia e c\u2019\u00e8 la diagnosi definitiva: Linfoma non Hodgkin. Ora finalmente so con certezza il nome del mio \u201cavversario\u201d e da buon sportivo inizier\u00f2 a studiarlo per capirne le debolezze. Nel frattempo grazie anche allo zio medico ci informiamo sul posto pi\u00f9 giusto dove farmi curare: la scelta cade sul San Martino di Genova che mi dicono sia uno dei migliori centri del nord Italia. In questo momento non posso che fidarmi di loro. Questa sar\u00e0 una scelta che oltre a salvarmela finir\u00e0 per cambiarmi davvero la vita, oggi per\u00f2 non lo posso sapere\u2026<\/p>\n

Prendiamo intanto appuntamento con il Primario per la settimana successiva e fino ad allora non voglio pi\u00f9 pensare a nulla\u2026<\/p>\n

Ora mi godo la finale\u2026 Passione fino al 90\u2019. Intanto i Fab5 si allargano e diventano Dream Team per la finale , a parte Matteo Toni <\/em>stasera ci sar\u00e0 solo per un tempo\u2026 ma ci penser\u00f2 io a tenerlo aggiornato. Inno cantato ad una voce da tutto il dehor del Barone Rosso, rigore per la Francia e Zidane che segna, il pareggio di Materazzi (\u201cSiamo ancora vivi\u201d (cit.)), il gol giustamente annullato a Toni, le paratone di Gigi e le emozioni sui rigori\u2026 Trattengo il fiato al momento del rigore di Alex\u2026 ed esplodo al gol, ora manca poco\u2026 Ci pensa Fabio Grosso a farci urlare tutti. 24 anni fa ero un bimbo di 7 anni che correva per il cortile di casa urlando \u201cCampioni del mondo!!\u201d<\/em>. Oggi sono un bambino di 30 (quasi 31\u2026) che questa sera ha solo voglia di festeggiare e sulla Ford di Tiziano andiamo avanti e indietro per la riviera a sventolare il tricolore. Stasera nella mia testa si instaura un pensiero: festegger\u00f2 presto anche un\u2019altra grande vittoria. Ma a questo \u00a0penseremo in un altro momento\u2026 \u00c8 il momento di fare un passo alla volta. Stasera la testa \u00e8 piena di immagini indelebili, grazia anche alla Coppa del Mondo vissuta con il cuore in gola e agli 80 euro vinti.<\/p>\n

Vuoi vedere che anche questo \u00e8 un buon segno?<\/p>\n

 <\/p>\n

\u2026continua\u2026<\/em>
\n