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{"id":251,"date":"2016-01-01T23:49:03","date_gmt":"2016-01-01T22:49:03","guid":{"rendered":"http:\/\/unpassoallavolta2016.altervista.org\/?p=251"},"modified":"2017-07-07T14:02:47","modified_gmt":"2017-07-07T13:02:47","slug":"5-prima-di-partire-per-un-lungo-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unpassoallavolta.eu\/5-prima-di-partire-per-un-lungo-viaggio\/","title":{"rendered":"5 – Prima di partire per un lungo viaggio"},"content":{"rendered":"
< Il passo precedente: 4- Il pensiero positivo<\/a><\/h6>\n
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\u201cUn esercito vittorioso prima vince, poi d\u00e0 battaglia;
\nun esercito destinato alla sconfitta prima d\u00e0 battaglia, poi spera di vincere. \u201d<\/em><\/p>\n

Sun Tsu (L’arte della guerra)<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n

Sono seduto sul treno e sono in viaggio verso il San Martino di Genova. Oggi \u00e8 previsto l\u2019incontro con il primario di Ematologia e per la prima volta non si parler\u00e0 tanto del COSA (la malattia), ma del COME cercare di combatterla. Da Pietra siamo partiti in tre e ad accompagnarmi ci sono come sempre mamma e pap\u00e0. A Savona si aggregher\u00e0 mio zio Roberto, il nostro medico in famiglia, almeno possiamo contare su qualcuno che ci aiuti a capire e comprendere meglio le cose mediche che per noi possono risultare un po\u2019 pi\u00f9 ostiche.<\/p>\n

Sul treno si parla del pi\u00f9 e del meno, con mio pap\u00e0, che mi ha trasmesso la passione per il calcio parliamo ancora dei mondiali appena terminati. Dopo un po\u2019 mi estraneo, infilo nelle mie orecchie le cuffiette per ascoltare un po\u2019 di musica, \u00e8 un\u2019abitudine che ho sin dai tempi dell\u2019universit\u00e0 e che quando viaggio in treno mi aiuta a far passare pi\u00f9 velocemente il tempo navigando un po\u2019 fra i pensieri e, qua e l\u00e0, anche fra qualche ricordo che solo certe canzoni sanno riportarti alla mente. Sono un chiacchierone, soprattutto nei viaggi in treno fatti in compagnia, ma oggi non ho granch\u00e9 voglia di parlare e non perch\u00e9 sia pi\u00f9 cupo del solito, anzi, probabilmente \u00e8 solo perch\u00e9 voglio arrivare a Genova nel massimo relax della mente, quello che ritrovo di solito fra le \u201cmie\u201d canzoni.<\/p>\n

Il mio lettore mp3 \u00e8 un \u201csiluro\u201d, una mega chiavetta USB da ben<\/em> 1 giga con un centinaio di canzoni a bordo. Il titolo scorre su un piccolo led, i primi iPod costano troppo per me. Nelle orecchie risuona la voce di Irene Grandi che \u201cPrima di partire per un lungo viaggio\u201d sembra mi inviti a portare con me la voglia di cambiamento interiore e di pensare a quello che do io prima di pretendere qualcosa dagli altri.<\/p>\n

Sembra che mi legga nel pensiero perch\u00e9 \u00e8 proprio cos\u00ec che mi sento: oggi parto con uno spirito nuovo. So che piano qualcosa dentro di me sta cambiando, che sto imparando a dare il peso giusto alle cose (senza darne troppo a ci\u00f2 che non ne merita) e che in questo nuovo percorso che mi trover\u00f2 ad affrontare non sar\u00f2 mai solo, ma soprattutto dovr\u00f2 pensare anche io a fare qualcosa per gli altri.<\/p>\n

S\u00ec, perch\u00e9 spesso in queste situazioni si finisce per piangersi addosso e avercela con il mondo per ci\u00f2 che ti \u00e8 capitato e devi affrontare. Io per\u00f2 non voglio che per me sia cos\u00ec e in questo senso la Fede mi aiuta. La malattia non devo viverla come una cosa negativa, ma come un disegno di Dio per me, un \u201cdono\u201d che possa favorire la mia riscoperta dei veri valori della vita e mi consenta di ritrovare quell\u2019equilibrio interiore che forse negli ultimi tempi avevo un po\u2019 perso per tante, troppe ragioni. Allo stesso tempo per\u00f2 non devo perdere di vista ci\u00f2 che mi sta intorno, soprattutto le persone che amo. So che loro soffrono per (e con) me, soprattutto ora, e io so che non posso e non devo farmi vedere gi\u00f9. Lo penso da sempre, ma oggi \u00e8 decisamente pi\u00f9 attuale: un circolo virtuoso aiuta te e gli altri molto pi\u00f9 di un circolo vizioso. La questione \u00e8 semplice: se io sono scoraggiato e mi faccio compatire, le persone attorno a me saranno infelici e ci\u00f2 aumenter\u00e0 la mia tristezza e si rifletter\u00e0 sul loro umore in un circolo che porta inevitabilmente verso il basso. Viceversa, se mi faccio vedere sorridente, anche loro saranno decisamente pi\u00f9 sereni e tutto ci\u00f2 contribuir\u00e0 decisamente alla mia serenit\u00e0 portandoci tutti ad avere un morale pi\u00f9 alto e ad apprezzare le cose belle della vita. Sono sempre stato un inguaribile ottimista, ma oggi so che ho anche io delle piccole responsabilit\u00e0<\/em> verso chi mi sta intorno.<\/p>\n

\u201cSiamo arrivati a Brignole\u2026\u201d<\/em>, le parole di mia mamma mi risvegliano dai miei pensieri e mi riportano alla realt\u00e0. Breve tragitto in bus fino all\u2019Ospedale e poi dopo una breve attesa ci accoglie il primario, un uomo dall\u2019aspetto rassicurante con i baffi neri e un simpatico accento romagnolo. Guarda i miei esami, mi visita e poi mi d\u00e0 una prima idea di quello che mi aspetta: \u201cC\u2019\u00e8 un nuovo protocollo sperimentale in cui probabilmente potresti essere arruolato, ma prima dovremmo solo fare ancora un esame, una biopsia, per essere sicuri che il linfoma non abbia intaccato il midollo. Ti chiameranno domani per darti l\u2019appuntamento. Se hai domande, fammele pure, sono a tua disposizione.\u201d <\/em><\/p>\n

Al momento per\u00f2 non ne ho tantissime, vedo speranza e questo mi aiuta a sorridere.<\/p>\n

Parliamo ancora qualche minuto e prima di salutarmi e congedarmi mi dice poche, importantissime parole: \u201cMi raccomando ora, sii determinato perch\u00e9 la testa conta tantissimo, da l\u00ec dipende almeno un 30% della tua guarigione! Le cure sicuramente sono importanti, ma la voglia di combattere lo \u00e8 ancora di pi\u00f9!\u201d<\/em>.<\/p>\n

Se prima avevo grinta e coraggio per iniziare questa battaglia, queste parole mi danno una spinta ancora maggiore\u2026 Tornando a casa sul treno nella mia testa faccio anche una specie di ex voto<\/em> \u201claico\u201d: siccome ho deciso di affrontare questa mia sfida per la vita \u201calla Gattuso\u201d<\/em>, QUANDO (e non SE\u2026) ne uscir\u00f2 mi comprer\u00f2 la sua maglia, rigorosamente della Nazionale\u2026 In realt\u00e0 prima di quello \u201cpagano\u201d c\u2019era quello cristiano: se tutto andr\u00e0 come deve andr\u00f2 a piedi sino al Santuario della Madonna della Guardia (8 km di salita ripida) e porter\u00f2 i miei ultimi esami come segno di gratitudine per la grazia concessa.<\/p>\n

Il giorno dopo, come mi aveva anticipato il primario, suona il telefono e dall\u2019altro capo c\u2019\u00e8 un giovane medico che mi d\u00e0 appuntamento per le 9 del successivo 15 luglio. Nei pochi giorni che mi separano continua la routine quotidiana divisa fra viaggi in treno da buon pendolare, lavoro in ufficio e uscite serali con gli amici. La vita continua come se nulla fosse.<\/p>\n

La mattina del 15 ad accompagnarmi ci sono come sempre i miei angeli custodi. In ambulatorio mi accolgono due giovani medici, un ragazzo e una ragazza, mi danno l\u2019idea di essere tosti e per questo mi ispirano fiducia. Lui avr\u00e0 la mia et\u00e0 e si rivolge a me e ai miei genitori in modi molto gentili. Siccome sono giovane mi dice che prima di iniziare le cure dovrei pensare anche alla crioconservazione, ovvero al congelamento dei miei spermatozoi, nel caso pensassi di avere dei figli \u00e8 il primo passo che dovrei fare. Le terapie che mi trover\u00f2 ad affrontare potrebbero compromettere le capacit\u00e0 di avere dei figli arrivando sino alla sterilit\u00e0 e comunque sia dovrei attendere sicuramente qualche anno affinch\u00e9 le cellule del mio corpo smaltiscano tutto. Sono costretto a rifletterci: ad oggi, oltre a non avere nessuna certezza non ho neppure uno straccio di fidanzata e mi trovo a dover decidere sul futuro di eventuali figli\u2026 curiosa la vita, no? Comunque sia non ci penso due volte e chiedo tutte le informazioni perch\u00e9 se tutto andr\u00e0 bene (e nel mio cuore sono sicuro che sar\u00e0 cos\u00ec) e incontrer\u00f2 prima o poi la donna della mia vita, non voglio negare a lei (e a me) questa gioia. Per la prima volta penso veramente a un dopo<\/strong> e per un attimo sogno ad occhi aperti: fra le mie braccia vedo un piccolo frugoletto che mi guarda e mi chiama \u201cPap\u00e0\u2026\u201d<\/em>. Quest\u2019immagine mi d\u00e0 una forza incredibile: ce la devo fare anche per te, che tu sia un lui o una lei poco importa, anche se oggi non conosco quella che sar\u00e0 tua mamma, so che un giorno ti terr\u00f2 fra le mie braccia e ti insegner\u00f2 a camminare nella vita. So che sar\u00e0 cos\u00ec e il solo pensiero mi scalda il cuore.<\/p>\n

Torno quindi alla realt\u00e0 e ad aiutarmi sono le parole del giovane medico che mi fornisce il numero di telefono del Centro Fertilit\u00e0 dell\u2019Ospedale, li dovr\u00f2 contattare da l\u00ec a poco sicuramente prima di iniziare le terapie. A tal proposito aggiunge che presto mi telefoneranno e mi diranno le date in cui dovr\u00f2 effettuare il primo passo del lungo cammino che mi attende. Per essere maggiormente sotto controllo e reagire in tempo ad eventuali effetti collaterali \u00e8 previsto che faccia la terapia da ricoverato, mentre le successive saranno in regime di Day Hospital. Dovr\u00f2 pertanto organizzarmi con il lavoro perch\u00e9 mi toccher\u00e0 rimanere in ospedale almeno due giorni.<\/p>\n

Mi avvisa anche che dovrei fare richiesta alla mia ASL per l\u2019esenzione 048, prevista per la mia patologia, visto che dovr\u00f2 fare tanti esami. Sembra strano, ma \u00e8 in questo momento che, forse per la prima, volta sono un po\u2019 scosso perch\u00e9 mi rendo conto che ho davvero qualcosa di importante\u2026<\/p>\n

Non \u00e8 per\u00f2 il momento di avere paura perch\u00e9 ora \u00e8 giunta l\u2019ora dell\u2019analisi vera e propria, per la precisione della Biopsia Osteomidollare. L’esame consiste in una speciale puntura, effettuata in genere nella parte posteriore del bacino (cresta iliaca posteriore), cos\u00ec come avviene nel mio caso. Seguo le indicazioni del medico che con modi molto gentili mi guida in questo esame e mi sdraio a pancia in gi\u00f9 sul lettino dell\u2019ambulatorio in attesa della anestesia locale, che per fortuna non tarda ad arrivare. Mi avvisa che potrei sentire un po\u2019 di dolore perch\u00e9 l\u2019ago che dovr\u00e0 inserire all’interno dell’osso \u00e8 un po\u2019 grande, al suo interno raccoglier\u00e0 un piccolo cilindro di tessuto osseo e un po\u2019 di liquido del midollo osseo che verranno successivamente sottoposti agli esami al microscopio. Percepisco effettivamente un po\u2019 di pi\u00f9 la puntura nonostante l\u2019anestesia, ma \u00e8 un dolore pi\u00f9 che sopportabile. Inizio a sentire qualcosina di pi\u00f9 quando comincia il carotaggio <\/em>dell\u2019osso, ma anche qui non sento troppo male probabilmente anche grazie alla bravura e alla mano calma di quel giovane dottore. Terminata quest\u2019ultima operazione si ferma un attimo e mi avvisa che \u00e8 arrivato il momento di aspirare un po\u2019 di midollo osseo, mi dice che in questo momento non sentir\u00f2 dolore, ma potrei provare una sensazione strana. Attende un mio segnale per iniziare, poi procede con l\u2019operazione. Aveva ragione lui: in quei pochissimi secondi mi sento come un burattino, avete presente quelli di legno solitamente con le fattezze di Pinocchio cui tirando un filo si alzano contemporaneamente braccia e gambe? Ecco, ora mi sento cos\u00ec! \u00c9 come se un enorme aspirapolvere stia tirando contemporaneamente tutti i miei nervi. Finisce tutto in un attimo per fortuna e mi gira un po\u2019 la testa. Con una mano che denota davvero cura per il paziente il giovane dottore estrae l\u2019ago e procede insieme alla sua collega con la medicazione. Mi consiglia poi di restare sul lettino ancora un po\u2019 per smaltire l\u2019adrenalina del momento e riprendermi con tranquillit\u00e0. Seguo il suo consiglio e faccio cos\u00ec, dopo quest\u2019esperienza per certi versi mistica ho bisogno di un attimo per rimettermi in forma anche perch\u00e9 la mia giornata continua e fra poco devo andare in ufficio a lavorare, in fondo sto bene<\/em> e ho bisogno della mia normalit\u00e0.<\/p>\n

Quando sono pronto mi alzo, mi rivesto e stringo la mano per salutare quei due giovani dottori che per me rappresentano due angeli della Speranza. Loro ricambiano con un sorriso e un \u201cCi sentiamo presto\u201d<\/em> che \u00e8 benzina per i battiti del mio cuore e per la mia testa.<\/p>\n

L\u2019anestesia sta pian piano perdendo il suo effetto e cos\u00ec il dolore fa un po\u2019 di capolino. Mi incammino con i miei verso la fermata dell\u2019autobus, io mi diriger\u00f2 verso l\u2019ufficio a portare avanti il mio lavoro mentre loro torneranno verso casa. Nel cielo non c\u2019\u00e8 una nuvola e il sole illumina tutto per fortuna, un po\u2019 perch\u00e9 mi scalda anche il cuore e un po\u2019 perch\u00e9 almeno posso indossare i miei occhiali scuri. Ho un momento un po\u2019 <\/em>cos\u00ec, non so se per la sensazione strana provata oggi o per il timore del viaggio che sto iniziando ad affrontare e cos\u00ec gli occhi si riempiono di lacrime. Quelle due sante lenti scure mi proteggono dallo sguardo dei miei. Non voglio che mi vedano cos\u00ec, hanno gi\u00e0 il loro grande peso sulle spalle e io non voglio dargliene altri. \u00c8 questo pensiero che mi basta per riprendermi: alla fermata il sorriso sia gi\u00e0 tornato sul mio volto. La giornata ricomincia cos\u00ec: insieme saliamo sul bus e appena arrivati all\u2019altezza della stazione ci salutiamo e vado verso l\u2019ufficio con un sorriso in pi\u00f9. Bisogna guardare avanti con occhi di speranza.<\/p>\n

Cos\u00ec far\u00f2 anche nei giorni successivi in attesa della chiamata… Sono sempre pi\u00f9 convinto che un sorriso aiuta a vivere meglio. Un passo alla volta poi si riesce a fare tutto: fai la tua vita normale ragazzo<\/em> e vedrai che tutto andr\u00e0 bene. Lo dice il tuo cuore e il cuore, si sa, non mente mai!<\/p>\n

 <\/p>\n

\u2026continua\u2026<\/em>
\n