\n\u201cCoraggio lasciare tutto indietro e andare
\nPartire per ricominciare
\nChe non c’\u00e8 niente di pi\u00f9 vero
\nDi un miraggio
\nE per quanta strada ancora c’\u00e8 da fare\u2026
\nAmerai il finale!\u201d<\/em><\/p>\nCesare Cremonini- Buon Viaggio (Share the love)<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n
\u00c8 il mattino del 22 luglio il giorno in cui la mia vita inizia a prendere davvero una nuova strada. Suona il telefono, dall\u2019altro capo un medico molto gentile mi comunica che \u00e8 arrivato il momento di cominciare e quattro giorni dopo mi attendono alla clinica ematologica dell\u2019Ospedale San Martino di Genova. Il 27 far\u00f2 la mia prima chemioterapia ed \u00e8 previsto che la faccia in regime di ricovero perch\u00e8 cos\u00ec prevede il mio piano, anche in modo da essere pronti in caso di qualunque reazione negativa. Il 28 poi, se tutto andr\u00e0 bene, potr\u00f2 essere dimesso per tornare tranquillamente a casa.
\nPreparo la borsa e oltre al necessarie<\/em> ci metto dentro anche i miei pensieri. Per quanto li provi a nascondere, inevitabilmente saranno miei compagni soprattutto in quei 3 giorni in cui inizia un nuovo viaggio, quello di ritorno verso la Vita.<\/p>\nLe ore che mi separano dal quel 26 luglio sembrano non passare mai, ma per mia fortuna c’\u00e8 il lavoro che tiene la mente occupata \u00a0e contribuisce\u00a0a far scorrere pi\u00f9 veloce il tempo. Quasi non me ne accorgo che inizia l’alba di un nuovo giorno e sono gi\u00e0 a bordo della macchina dei miei, destinazione Speranza<\/strong>\u2026<\/p>\n
Arrivato all’Opsedale San Martino,\u00a0mi accoglie un\u2019infermiera dai modi molto gentili e mi accompagna verso una camera doppia dove mi aspetta un compagno di stanza speciale: un ragazzo di 17 anni, originario dell’Ecuador, che mi accoglie con un grande sorriso. Lo conoscer\u00f2 meglio in quei giorni trascorsi insieme e per me sar\u00e0 un esempio davvero speciale, mi racconter\u00e0 di quante ne ha passate e di quante ne sta passando, eppure\u00a0nonostante tutto ha sempre un grande sorriso sulle labbra e una parola buona per tutti. Ha una simpatia e una grinta che ti contagiano e ti danno una spinta enorme.<\/p>\n
Arriva l’ora di salutare i miei e mi metto in abbigliamento da camera e mentre mi cambio succede un qualcosacosa che interpreto\u00a0come un segno: il braccialetto giallo della Livestrong <\/em>(che da qualche anno \u00a0porto sul mio braccio destro come segno di sostegno a chi lotta contro i tumori) si rompe\u2026 parafrasando Manzoni: questa lotta s\u2019ha da vincere allora!<\/strong><\/p>\n
In quel pomeriggio\u00a0si svolgono poi le procedure che succedono il\u00a0ricovero. La prima \u00e8 l\u2019incontro con una giovane dottoressa, immagino specializzanda, che svolge una\u00a0pratica burocratica<\/em>, ma allo stesso tempo importante: la compilazione della cartella clinica con la raccolta particolareggiata delle notizie che mi riguardano (anamnesi familiare, fisiologica e patologica). Una prassi di\u00a0per s\u00e9 noiosa, ma la dottoressa ha un sorriso contagioso e un bellissimo modo di fare oltre a una simpatica \u201cR\u201d<\/em> alla francese\u00a0e questo contribuisce a rendere quel momento pi\u00f9 leggero.\u00a0Dopo pochi minuti nella mia stanza\u00a0entra un\u2019altra giovane dottoressa per visitarmi, \u00e8 alta e raccoglie i suoi lunghi capelli neri raccolti in una coda. Controlla i miei linfonodi e lo fa con un tatto deciso, ma allo stesso tempo leggero, quasi come se non volesse farmi male. Apprezzo molto la gentilezza e l\u2019attenzione di questi giovani medici: quando ti trovi in una situazione di difficolt\u00e0 sentirti curato e, in un certo modo, protetto da medici che hanno a cuore sia\u00a0la tua salute fisica che\u00a0quella mentale ti aiuta a sentirti meno solo nella tua battaglia.<\/p>\n
La\u00a0cena non \u00e8 certo quella dell’Hotel Sheraton, ma non ci lamentiamo… in fondo ci\u00f2 che passi il convento non \u00e8 poi cos\u00ec male. Poco prima delle 8 passa a trovarmi il medico di guardia e per mia\u00a0sorpresa, in una sorta di carrambata<\/em>, conosco quel dottorino con gli occhiali che \u00e8 appena entrato nella mia stanza a visitarmi! Solo\u00a0<\/em>15 anni prima era venuto in vacanza a Pietra Ligure e avevamo condiviso settimane di cazzeggio<\/em> e divertimento in spiaggia. Il fato\u00a0\u00e8 anche questo, e ti fa ritrovare dopo tanti anni nelle condizioni pi\u00f9 strane\u2026 Incredibile, no?<\/p>\n
Al termine del suo\u00a0giro ritorna da me per chiacchierare un po\u2019. Dopo un inevitabile salto nel passato lui capisce che ho da fargli anche delle domande su quello che potr\u00e0 essere il mio futuro. Mi ascolta e con delicatezza cerca di\u00a0di rassicurarmi.\u00a0“Maury, sappi che le\u00a0medicine sono importanti, ma lo \u00e8 anche e soprattutto la testa: devi cercare di non\u00a0farti mai\u00a0prendere dallo sconforto, nemmeno nei momenti che possono apparire i pi\u00f9 difficili e che probabilmente si presenteranno.\u00a0Te ne dico uno per tutti: probabilmente perderai i\u00a0capelli per\u00a0la\u00a0terapia ma non devi abbatterti!”.<\/em>\u00a0Ha centrato uno dei punti: quella era una delle mie pi\u00f9 piccole e banali paure. L\u2019idea di poter perdere i capelli \u00e8 una cosa che ti mette ansia, che ti fa sentire quasi \u201cnudo\u201d e indifeso come un Sansone privo dei tuoi poteri. Mi metter\u00f2 di impegno per\u00f2, e cercher\u00f2 di far s\u00ec che le mie paure non\u00a0abbiano la meglio.<\/p>\n
La notte \u00e8 calda, ma per fortuna riesco a dormire e ad arrivare tonico e lucido\u00a0al mattino dopo. \u00c8 arrivato infatti il momento di iniziare a prendere confidenza con la pozione<\/em> che mi DEVE<\/strong> salvare la vita. Qualunque cosa sia spero che mi aiuti a portare a termine tutte le cose che non ho ancora fatto e che ho ancora da fare in questo mondo\u2026<\/p>\n
In quei momenti ho anche\u00a0modo di capire che qui anche anche\u00a0le\u00a0infermiere sono\u00a0davvero molto gentili. Soprattutto\u00a0sanno regalarti un sorriso e una parola di conforto anche nei momenti pi\u00f9 tosti.\u00a0Anche loro come i medici hanno una forza d\u2019animo che invidio: vedono tante storie, dalle pi\u00f9 \u201csemplici\u201d alle pi\u00f9 difficili e toccanti, eppure ogni mattina hanno la forza per provare donarti momenti di serenit\u00e0 e alleviare le tue paure. Le\u00a0eleggo a miei angeli custodi<\/em> in questa prima parte del viaggio. \u00a0Ora siamo pronti a partire. La pozione<\/em> \u00e8 attaccata all\u2019asta e passa attraverso un infusore, che la fa scendere molto lentamente. Per finire tutto ci vorranno quasi 8 ore. Lo scorrere lento \u00e8 necessario in questa prima fase.<\/p>\n
Lunga far passare 8 ore, 480 minuti, 28800 secondi in cui goccia a goccia\u00a0<\/em>quel veleno curante<\/em>\u00a0scende dentro le mie vene. Un modo per non dar peso al tempo lo troveremo, in fondo tutto ci\u00f2 \u00e8 necessario\u00a0per provare\u00a0ad avere ancora un domani. Iniziamo chiacchierando fitto fitto\u00a0con il mio compagno di stanza e quando lui ha bisogno di riposarsi guardo un po\u2019 di TV \u00a0con la penna USB attaccata al PC (anche se qui praticamente si prende solo MTV…) e nel frattempo\u2026 mangio! S\u00ec, mangio<\/strong> perch\u00e9 nonostante tutto l\u2019appetito non mi manca. Da una parte ho la flebo e\u2026 dall\u2019altra ho il pacco dei Galletti del Mulino Bianco da cui attingo senza sosta. Che ci posso fare se oggi mi piacciono ancora di pi\u00f9? Per un attimo penso anche che si rigenerino perch\u00e9 arriveranno tranquillamente alla sera\u2026 \ud83d\ude00<\/p>\n
L\u2019asta della flebo diventa un’ulteriore\u00a0compagna di\u00a0questa giornata. Non mi lascia privacy<\/em>, nemmeno quando devo andare a espletare i miei bisogni fisiologici… Alla toilette mi tocca andare accompagnato dalla\u00a0lungagnona<\/em>, una smilza di ferro! Il primo\u00a0ingresso in bagno un po\u2019 mi demoralizza: all\u2019altezza del lavabo c’\u00e8\u00a0un ragazzo abbastanza giovane che si sta tagliando i capelli con la lametta e alcuni vengono via a ciocche senza nemmeno sforzare. Provo a sorridere per cercare di tirargli un po\u2019 su il morale, lui ricambia, ma non sapr\u00f2 mai se ci sono riuscito. Poco dopo esco e\u00a0incontro un altro ragazzo. Anche lui, come me, \u00e8 in compagnia della sua\u00a0lungagnona<\/em>\u00a0e\u00a0cammina tenendo lo sguardo basso. Immagino si senta un po\u2019 gi\u00f9 e allora, come mio solito, cerco di stemperare un po\u2019 la situazione: siccome siamo entrambi appesi all\u2019asta me ne esco con un \u201cAnche tu scendi alla prossima?\u201d<\/em>. Lo so, sono un po’ fuori<\/em>, ma almeno\u00a0\u00a0facciamo entrambi una bella risata entrambi Mi illudo di avergli regalato anche solo un attimo di serenit\u00e0<\/em>, per quel che si pu\u00f2 e spero che anche lui possa vincere la sua battaglia.<\/p>\n
Al rientro nella mia stanza trovo due giovani dottoresse intente nel chiacchierare\u00a0con il mio giovanissimo compagno di stanza. Le saluto, e noto che oltre ad essere decisamente carine, sono\u00a0soprattutto molto gentili e sorridenti e hanno un bellissimo modo di fare. In certi momenti noti e apprezzi davvero tutto. Loro si\u00a0intrattengono per una decina di minuti, si chiacchiera del pi\u00f9 e del meno e tanta \u00e8 la leggerezza di quel momento che finisco per\u00a0dimenticarmi\u00a0che sono nel bel mezzo\u00a0della mia prima chemio.<\/p>\n
In quel\u00a0pomeriggio poi nella mia stanza inizia un piccolo \u201cpellegrinaggio\u201d con gli amici che vengono a trovarmi regalando sorrisi e serenit\u00e0\u2026 Il top si tocca poco dopo le sei quando nella mia stanza si materializza il\u00a0Gruppo Savona Vacanze<\/em>, ovvero il gruppo degli amici dell\u2019Universit\u00e0 e della Casa dello Studente. A un certo punto finiamo per essere\u00a0in 10 nella stanza\u00a0intorno a\u00a0Paolo che con il suo sarcasmo e le sue battute pungenti riesce a strappare una risata a tutti. E\u2019 bello sentire gli amici vicino quando stai cos\u00ec, ma soprattutto \u00e8 bello che continuino ad essere quelli di sempre! In una\u00a0situazione come questa nulla aiuta pi\u00f9 della normalit\u00e0<\/strong>!<\/p>\n
Giunge\u00a0il momento di togliere l\u2019ago. La prima<\/em> \u00e8 andata e tutto sommato mi sento bene. Nella mia stanza entra uno stuolo di medici guidato dal primario seguito da altri 4 medici, uno ha\u00a0la barba e gli altri 3 mi sembrano molto giovani, presumo specializzandi. Mi chiedono\u00a0come mi sento e se la terapia mi ha dato dei fastidi, controllano i miei parametri e poi mi dicono che se andr\u00e0 tutto bene l\u2019indomani potr\u00f2 andare tranquillamente a casa. Il primari mi chiede\u00a0se ho qualche domanda da fare. Lo ammetto, in testa mi frulla ancora quella sui capelli, in un certo senso mi \u201ctormenta\u201d\u2026 il medico con la barba mi dice di non farmi troppe illusioni confermandomi che\u00a0con la terapia che scelta per me difficilmente resteranno al loro posto, ma che l’importante sar\u00e0 aver salva la vita alla fine della battaglia. I capelli poi\u00a0torneranno pi\u00f9 forti di prima non appena tutto sar\u00e0 terminato. Gli credo, sorrido e butto tutto alle spalle. Ci penser\u00f2 quando sar\u00e0 il momento.<\/p>\n
Arrivano i miei, oggi \u00e8 il compleanno di mamma e il regalo pi\u00f9 grande che posso farle \u00e8 quello di sorridere ed essere sereno e ottimista anche per lei. E cos\u00ec faccio. In quel momento il pensiero \u00e8 uno: \u201cMamma, stai tranquilla che il regalo non te lo porto oggi\u2026 ma arriver\u00e0 con il tempo! Questa battaglia la vinciamo, insieme!\u201d<\/em>.<\/p>\n
La notte scivola via tranquilla. Poco dopo colazione una delle due dottoresse torna a trovare il mio compagno di stanza. Al momento dei saluti la fermo solo per chiedere il suo nome, la mia memoria \u00e8 ballerina da sempre e non lo ricordo pi\u00f9\u2026 Lei, sempre gentile, mi sorride e me lo dice senza offendersi\u2026 Io non lo so ancora, ma quel giorno mi cambier\u00e0 per sempre la vita\u2026<\/p>\n
La visita del mattino d\u00e0 gli esiti sperati e subito dopo pranzo potr\u00f2 tornare a casa, non appena pronto il foglio di dimissione con le indicazioni per la terapia da seguire una volta fuori dall’ospedale.<\/p>\n
Saluto tutti e mi prendo una breve vacanza:\u00a0per 3 giorni andr\u00f2 in piemonte dai miei nonni. Considerando che perder\u00f2 i capelli e che non voglio dare loro alcuna preoccupazione, meglio che mi vedano ora e non quando sar\u00f2 glabro\u2026 Quelle 72 ore\u00a0le\u00a0dedicher\u00f2 al riposo e soprattuttoa loro, me li godr\u00f2 un po\u2019 di pi\u00f9 di quel che, purtroppo, riesco a fare normalmente. Il tempo purtroppo passa veloce e in un attimo arrivi a quel momento in cui vorresti prendere il telefono per sentirli, ma il numero del paradiso purtroppo non lo hai in rubrica\u2026<\/p>\n
Ora per\u00f2 non voglio pensare nemmeno a quello. Voglio vivere ogni istante, voglio vivere alla giornata e assaporare ogni emozione. Guardo il cielo stellato di Camerana in questa notte di luglio, ascolto le rane gracidare e sento il profumo dell\u2019estate. Sorrido. Non lo faccio n\u00e9 per incoscienza n\u00e9 per sfrontatezza. Lo faccio perch\u00e9 penso che la vita per sorriderti abbia bisogno che tu lo faccia per primo con lei. Come dice una nota canzone \u201cci han concesso solo una vita, soddisfatti o no qua non rimborsano mai…\u201d<\/em>. Sta a noi viverla come si deve. Questa sera penso che QUANDO (e non se\u2026) vincer\u00f2 la mia battaglia cercher\u00f2 di aiutare chi \u00e8 in difficolt\u00e0. Devo per\u00f2 imparare ad andare un passo alla volta\u2026 Il primo \u00e8 andato, ora tocca a me proseguire questo mio cammino nel miglior modo possibile, per quanto duro possa essere.<\/p>\n
\u2026continua\u2026<\/em><\/p>\n